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confrontandoci

Nato per parlare di disabilità intellettiva, man mano ho aggiunto un pò di tutto...poesie, cucina, aforismi, racconti...ecc. :)


31/12/14

Un Anno per un Giorno

Mi sono preso dalla vita ciò che ho voluto, tutto quello che ho potuto cambiare con le mie mani.

Lo faccio da sempre, tu lo sai bene. La mia impulsività mi ha sempre indotto a provare a cancellare ciò che mi faceva male ma è stata completamente annientata con te. Non mi sarei azzardato a distruggere nemmeno una misera prova del tuo passaggio nella mia vita. Spegnere un tuo sorriso, anche all’interno di una foto, avrebbe significato spegnere anche il mio. Cancellarti avrebbe voluto dire cancellarmi, ferirti, ferirmi, distruggerti, distruggermi, oggi come ieri, ieri come sempre. È assurdo, no? Così ho conservato intatto anche il dolore, per proteggerti così, intatta nella mia memoria. D’altronde non ci è stato concesso abbastanza tempo per deluderci. Sei una bellezza piena di rovi, se ti ci butti in mezzo per prenderla non puoi uscirne indenne, più ti muovi, più ti graffi, ti graffi se resti dentro ma anche se te ne vai. Continui a farti male lo stesso in certi casi. Tu sei il mio problema e la mia soluzione, sei la consolazione e l’agonia. Ci sono sentimenti che non cadono in prescrizione. Io non credo nei miracoli ma se sono ancora capace di sorprendermi lo devo a te e se ci fosse davvero una giustizia, dovrei potermi guardare negli occhi e vederti allo specchio come mio riflesso, saprei riconoscere la tua ombra adagiata sulla mia, mentre noi camminiamo ignari altrove le nostre ombre si baciano lente. Avrei voluto essere il tuo libro di storia. Non è accaduto però la fine non ci ha mai diviso, la fine è solo un cerchio per noi, è una pace stellata che ritrovo ogni volta per tutte le volte, una guida serena che mi indica la strada e mi riporta, come sempre, annullando le distanze, qui, da te. E non so per gli altri cosa sia abbastanza, io voglio sempre quel sorso in più che sa lasciarmi felice e insoddisfatto al punto tale da volerne bere sempre ancora un po’. Tu, il mio sorso infinito di vita. Tu, sempre ciò che ho dentro, sempre ciò che manca.
( Massimo Bisotti Un anno per un giorno)

Non chiedere attenzioni...


Non chiedere attenzioni e poi dissolverti nella felicità della persona a cui le dai è il tuo strano modo di tenere.
E il non chiedere a nessuno di starti vicino è il tuo silenzio parlante che tradisce il contrario. Quando non sei abituato a chiedere a nessuno di restare nella tua vita non è detto che tu non abbia una disperata voglia che qualcuno ci resti. È che forse hai imparato a tue spese che non serve chiedere di rimanere. Chi vuole restare c’è già ancor prima che tu lo trovi e resta senza che glielo chiedi. Sarà per questo che non hai mai imparato a pregare ma hai imparato a ringraziare per il tempo e per l’amore, per chi capisce chi sei, per chi distingue i complimenti dal vero e unico interesse, per quei viaggi che fai senza muoverti e ti ritrovi comunque con chi vuoi_
(da Il quadro mai dipinto di M.Bisotti)

Il quadro mai dipinto



E' strano accorgersi che è proprio quando te ne vai che puoi capire quanto sei rimasto e quanto ti rimane di qualcuno.
La prospettiva delle lontananze fa percepire tutto più nitido. Ci sono assenze che sono scuse, assenze che sono pause. Ci sono mancanze che restano, presenze che stancano, tenute in vita artificialmente soltanto dall’abitudine. Al di là di ogni apparenza, in un mondo in cui quasi tutto si cancella in fretta per fare spazio a centomila possibili novità, qualcosa la metti a fuoco oltre ogni previsione possibile e per quanto ci provi non puoi negarla ai tuoi occhi.
Più ti manca qualcuno più è ovunque presenza_
(da  Il quadro mai dipinto di M.Bisotti)

30/12/14

Ti auguro Tempo


Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.

Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.

Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.

Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.

Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.

Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.

Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.

Elli Michler

29/12/14

Il ritmo del corpo, il ritmo della musica


Osserviamo lassù i pianeti girare
intorno al nostro sistema solare
il sole sorgere e tramontare
e laggiù le onde del mare dondolare.

Col ritmo della natura
facciamo un’avventura
dalla montagna alla pianura
tutto è disegnato con cura.

Si alternano le stagioni
dai colori grigi ai colori arancioni
che accendono tante emozioni
con dei meravigliosi suoni

Dopo la notte viene il giorno
ci svegliamo col buongiorno
col quel profumo nel soggiorno
che arriva dritto dritto dal forno.

Quel profumo riscalda il nostro cuore
che batte batte come un motore
scandisce il ritmo della vita con calore
per ore, ore, ore ed ore ! ! !

25/12/14

A Natale


Siete disposti a dimenticare quel che avete fatto per gli altri
e a ricordare quel che gli altri hanno fatto per voi?
A ignorare quel che il mondo vi deve
e a pensare a cio' che voi dovete al mondo?
A mettere i vostri diritti in fondo al quadro,
i vostri doveri nel mezzo
e la possibilità di fare un po’ di più del vostro
dovere in primo piano?
Ad accorgervi che i vostri simili esistono come voi,
e a cercare di guardare dietro i volti per vedere il cuore ?
A capire che probabilmente la sola ragione
della vostra esistenza non e'
cio' che voi avrete dalla Vita,
ma ciò che darete alla Vita?
A non lamentarvi per come va' l’universo
e a cercare intorno a voi
un luogo in cui potrete seminare
qualche granello di felicita'?
Siete disposti a fare queste cose
sia pure per un giorno solo?
Allora per voi Natale durerà per tutto l’anno.
(Henry van Dike)

Buon Natale da Papa Francesco



“Il Natale – ha detto Papa Francesco al mondo nel suo messaggio di auguri per queste Sante Feste 2014 – di solito è una festa rumorosa: ci farebbe bene un po’ di silenzio per ascoltare la voce dell’Amore. Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima. L’albero di natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita. Gli addobbi di natale sei tu quando le tue virtù sono i colori che adornano la tua vita. La campana di natale sei tu quando chiami, congreghi e cerchi di unire.
Sei anche luce di natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà, la pazienza, l’allegria e la generosità. Gli angeli di natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace di giustizia e di amore. La stella di natale sei tu quando conduci qualcuno all’incontro con il Signore. Sei anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai. La musica di natale sei tu quando conquisti l’armonia dentro di te. Il regalo di natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani.
Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace anche quando soffri. Il cenone di Natale sei tu quando sazi di pane e di speranza il povero che ti sta di fianco.
Tu sei la notte di Natale quando umile e cosciente ricevi nel silenzio della notte il Salvatore del mondo senza rumori ne grandi celebrazioni; tu sei sorriso di confidenza e tenerezza nella pace interiore di un natale perenne che stabilisce il regno dentro di te. Un buon natale a tutti coloro che assomigliano al natale.”
Papa Francesco

24/12/14

Il vecchio Natale


Mentre la neve fa, sopra la siepe,
un bel merletto e la campana suona,
Natale bussa a tutti gli usci e dona
ad ogni bimbo un piccolo presepe.
 
Ed alle buone mamme reca i forti
virgulti che orneran furtivamente
d'ogni piccola cosa rilucente:
ninnoli, nastri, sfere, ceri attorti...
 
A tutti il vecchio dalla barba bianca
porta qualcosa, qualche bella cosa.
e cammina e cammina senza posa
e cammina e cammina e non si stanca.
 
E, dopo avere tanto camminato
nel giorno bianco e nella notte azzurra,
conta le dodici ore che sussurra
la mezzanotte e dice al mondo: È nato!

(M.Moretti)

I Tre Santi Magi



I tre santi Re Magi dall'Oriente
chiedono in ogni piccola città:
«Cari ragazzi e giovinette,
dite, la strada per Betlemme è per di qua?» 

Né i giovani né i vecchi non lo sanno
e i tre Re Magi sempre avanti vanno;
ma una cometa d'oro li conduce
che lassù chiara e amabile riluce.

La stella sulla casa di Giuseppe 
ecco s'arresta: là devono entrare.
Il bovetto muggisce, il bimbo strilla,
e i tre Re Magi prendono a cantare.

(Heinrich Heine) 

23/12/14

Il Pianeta degli alberi di Natale


Il pianeta degli alberi di Natale
Dove sono i bambini che non hanno 
l'albero di Natale 
con la neve d'argento, i lumini 
e i frutti di cioccolata? 
presto, presto adunata, si va 
sul Pianeta degli alberi di natale, 
io so dove sta. Che strano, beato Pianeta… 
Qui è Natale ogni giorno. 
Ma guardatevi attorno: 
gli alberi della foresta, 
illuminati a festa, 
sono carichi di doni. 
Crescono sulle siepi i panettoni, 
i platani del viale 
sono platani di Natale. 
Perfino l'ortica, 
non punge mica, 
ma tiene su ogni foglia 
un campanello d'argento 
che si dondola al vento. 
In piazza c'e' il mercato dei balocchi. 
Un mercato coi fiocchi, 
ad ogni banco lasceresti gli occhi. 
E non si paga niente, tutto gratis. 
Osservi, scegli, prendi e te ne vai. 
Anzi, anzi, il padrone 
Ti fa l'inchino e dice:"Grazie assai, 
torni ancora domani, per favore: 
per me sarà un onore…" Che belle le vetrine senza vetri! 
Senza vetri, s'intende, 
così ciascuno prende 
quello che più gli piace: e non si passa 
mica alla cassa, perché 
la cassa non c'è. Un bel Pianeta davvero 
Anche se qualcuno insiste 
A dire che non esiste… 
Ebbene, se non esiste, esisterà: 
che differenza fa?
Gianni Rodari

22/12/14

Il Mistero di Natale



La Luce guardò in basso
e vide le Tenebre:
"Là voglio andare"
disse la Pace.

La Pace guardò in basso
e vide la Guerra:
"Là voglio andare"
disse la Pace.

L'Amore guardò in basso
e vide l'Odio:
"Là voglio andare"
disse l'Amore.

Così apparve la Luce
e risplendette.
Così apparve la Pace
e offrì riposo.
Così apparve l'Amore
e portò vita;
questo è il mistero del Natale

L. Hausman

Cᴇʟɪɴᴇ Dɪᴏɴ - Sᴏ Tʜɪs Is Cʜʀɪsᴛᴍᴀs

14/12/14

Er presepio di Trilussa


Ve ringrazio de core, brava gente,
pé 'sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v'odiate,
si de st'amore non capite gnente...

Pé st'amore sò nato e ce sò morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare 'na voce
sperduta ner deserto, senza ascolto.

La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l'amore
è cianfrusaja che nun cià valore.
(Trilussa) 

da PensieriParole

08/12/14

La rondine Mango



un saluto a Mango che ci ha lasciato questa notte per un infarto durante un concerto..a 60 anni...
era uno dei miei preferiti autori-cantante-poeta!!

15/11/14

Semplicemente accade....






Getta pure la maschera. Non ho paura della verità. Temo molto di più la tua ipocrisia, le giustificazioni che vuoi rifilarmi, la storia assurda che vuoi raccontarmi. Lo conosco il tuo volto dietro il cerone. Lo so che non mi ami più. Lo sento in ogni tuo gesto, lo leggo nel tuo sguardo assente. Puoi fingere che sia tutto immutato e sperare che l'emozione ritorni. Ma sbagli. Un amore grande non può ritornare. Se se ne è andato, nonostante la violenza con cui noi lo sentivamo, avrà avuto i suoi buoni motivi. E non preoccuparti se il mio sentimento è rimasto costante e se tutto di te ancora mi smuove le parole più dolci. Semplicemente accade. Gli amori finiscono, le emozioni si spengono, le persone si perdono. Talvolta, senza rendersene conto. Accade semplicemente che uno dei due si distragga, che per qualche giorno si concentri su altre cose che ritiene più importanti. Poi, per ragioni che ancora non riesco a capire, quei giorni diventano mesi. Anni. E ci si ritrova sconosciuti. Quasi sempre, però, uno dei due resta innamorato e non si capacita di come un amore tanto grande possa essersi perduto. Ma anche la primavera finisce e i fiori si domandano perché debbano smettere di sbocciare. Semplicemente accade...(Serena Santorelli)
da PensieriParole

14/11/14

Le ferite dell'anima





Incredibile come il dolore dell'anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell'anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare.(Oriana Fallaci)

13/11/14

Plumcake alle carote con frutta secca

Un dolce perfetto per la colazione in quanto in grado di fornire la giusta quantità di zuccheri, proteine e grassi per iniziare al meglio la giornata, senza appesantire. 

Ingredienti

  • 300 gr di farina di farro
  • 300 gr di carote crude
  • 3 uova
  • 50 gr di frutta secca mista
  • 100 gr di zucchero
  • 1 bustina di lievito per dolci

Preparazione

- Lavate le carote, eliminate o pulite bene la buccia esterna e poi frullatele fino a ridurle in una polpa fine;
- Mescolate in una terrina i tuorli con lo zucchero e poi aggiungete anche le carote frullate e la farina con il lievito
- Riducete la frutta secca in granella con il frullatore;
- Montate a neve gli albumi
- Completate l’impasto aggiungendo le mandorle e gli albumi montati.
- Versate il composto in uno stampo per plumcake e fate cuocere in forno caldo per circa 40 minuti. Verificate il grado di cottura utilizzando uno stecchino di legno asciutto
fonte: qui

11/11/14

Ho bisogno di silenzio




Ho bisogno di silenzio
come te che leggi col pensiero
non ad alta voce
il suono della mia stessa voce
adesso sarebbe rumore
non parole ma solo rumore fastidioso
che mi distrae dal pensare.

Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone
che conoscono la mia parlantina

disorientate dal mio rapido buongiorno
chissà, forse pensano che ho fretta.

Invece ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.

Gli amici veri, pochi, uno?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.

Chi di parole da me ne ha avute tante
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio.
Alda Merini

06/11/14

Costruiamo la pace



Ho incontrato due occhi fanciulli
avevano perso la strada
brillavano luci di speranza
come stelle nella notte più fredda.
Nel buio dei giorni a venire
rumori di scoppi
e lamiere stridenti,
voci amiche interrotte dal pianto
singhiozzi di vita rubata
nenia d’addio come unico canto.
Calpesti il tuo eden,
come cerbiatto impaurito
regalando alla storia
l’innocenza dei tuoi giorni,
non c’è Pinocchio né fata Turchina
manca l’eco di un bel giro tondo
solo fame e guerra è il tuo mondo.
Nuovo vagito, perché comanda l’amore
cieli azzurri e a stupir la natura
la voglia di vivere il sogno più bello
abita nella speranza di ogni creatura.
Al di là dello sguardo bambino
ogni uomo ritrova se stesso,
nei cipressi di un viale alberato
la pace per un cuore straziato.
(Marzia Serpi - con questa poesia ha vinto il terzo premio al concorso nazionale di poesia "Terzo Millennio " a Roma)

05/11/14

Persa in un sogno


Mi sono persa in un sogno,

impossibile fatto di fantasia

di illusioni e pazzia.

Un sogno che valso

un brivido sotto pelle

un emozione che toglieva il respiro

Un sogno che valeva la vita

un momento di intenso follia

fatti di tanti giorni infiniti

Mi sono persa nell’impossibile

ma l’impossibile mi dava la vita.

(Silvana Stremiz)

30/10/14

Considera che quel momento arriverà


Ora va’. Corri pure se vuoi. 
Non ti porre obiettivi, non ti dare scadenze, non crearti certezze. Non pensare a nulla. 
Chiudi con l’amico che ti ha ferito, rinnega l’amore più grande che hai avuto, rimprovera tua madre di non averti compreso, esaspera i piccoli litigi e dì pure che gli altri sono peggiori di te. 
Fallo. Nessuno è qualcuno per dire che stai sbagliando. 
Ma per onestà, soltanto per onestà, riconosci a te stesso che verrà un momento in cui dovrai fermarti. Non si sa quando, 
ma questa corsa finirà. 
Allora, può darsi che ti verrà voglia di rivedere l’amico non perdonato, che avvertirai il desiderio di riprovare quell’amore rinnegato, che ti spiacerà aver accusato tua madre di una comprensione che proprio non poteva darti. Ti pentirai di aver ingigantito delle piccole discussioni e ti rattristerai nell’accorgerti che se non avessi impiegato tanto tempo a convincerti che gli altri fossero peggiori di te, probabilmente ti saresti accorto anche che qualcuno poteva essere migliore. 
Forse saresti diventato uno che conta. E invece di ridere di chi pensa di cambiare il mondo, lo avresti cambiato e basta. O forse no. Se anche avessi fatto tutte queste cose, la tua vita sarebbe stata identica a quella che hai vissuto. Ma non puoi saperlo. 
E allora, mentre corri e ti affanni, mentre te ne freghi del tempo che passa e della fugacità con la quale riempi le tue giornate, è bene che tu consideri che quel momento arriverà. Se poi, pur considerandolo, ti verrà voglia di continuare a vivere come credi, senza obiettivi, scadenze o certezze, senza capacità di perdonare e di amare…Va bene. La vita è tua. Il futuro anche.
Ma per onestà, soltanto per onestà, considera che quel momento arriverà. (Serena Santorelli)fonte

Quando vuoi bene a qualcuno..







Quando vuoi bene a qualcuno,

sappi che non c'è mancanza di rispetto
più grande dell'interruzione del dialogo.
Di quella porta
che chiudi in faccia alle parole e che preclude
ogni possibilità di crescita.
Quando vuoi bene a qualcuno considera che,
nel chiudere la porta del dialogo,
hai delegato al silenzio il continuo della storia.
E il silenzio non costruisce. Distrugge.

Serena Santorelli

24/10/14

"Credo di una donna"

Noi, esseri umani e donne, sospese sull’orlo del nuovo millennio. Noi siamo la maggioranza della specie, ma abbiamo abitato nell’ombra. Noi le invisibili, le analfabete, le sfruttate, le profughe, le povere.
E noi votiamo: mai più.
Noi siamo le donne affamate – di riso, casa, libertà, delle altre, di noi stesse.
Noi siamo le donne assetate – di acqua limpida e risate, di letture, d’amore.
Noi siamo esistite in tutti i tempi, in ogni società.
Siamo sopravvissute al nostro sterminio. Ci siamo ribellate – e abbiamo lasciato dei segni.
Noi siamo la continuità, intessiamo il futuro col passato, la logica con la poesia. Noi siamo le donne che tengono duro e gridano .
Noi siamo le donne dalle ossa, voci, menti, cuori spezzati – eppure siamo le donne che osano sussurrare No.
Noi siamo le donne la cui anima nessuna gabbia fondamentalista può contenere.
Noi siamo le donne che rifiutano di permettere che si semini morte nei nostri giardini, nell’aria, nei fiumi, nei mari.
Noi siamo, tutte e ciascuna, preziose, uniche, necessarie. Noi fatte più forti, benedette, sollevate perché non uguali. Noi siamo le figlie del desiderio. Noi siamo le madri che daranno alla luce la politica del XXI secolo.
Noi siamo le donne da cui gli uomini ci hanno messo in guardia.
Noi siamo le donne che sanno che tutte le questioni ci riguardano, che reclamano il loro sapere, reinventeranno il loro domani, discuteranno e ridefiniranno ogni cosa, incluso il potere.
Sono decenni ormai che lavoriamo a dar nome ai dettagli del nostro bisogno, rabbia, speranza, visione. Abbiamo rotto il nostro silenzio, esaurito la nostra pazienza. Siamo stanche di enumerare le nostre sofferenze – per intrattenere o essere semplicemente ignorate. Ne abbiamo  abbastanza di parole vaghe e attese concrete; abbiamo fame d’azione, dignità, gioia. Intendiamo fare di meglio che resistere e sopravvivere.
Hanno tentato di negarci, definirci, piegarci, denunciarci; ci hanno messe in prigione, ridotte in schiavitù, esiliate, stuprate, picchiate, bruciate, asfissiate, seppellite – e ci hanno annoiate. Ma niente, neppure l’offerta di salvare il loro agonizzante sistema, ci può trattenere.
Per migliaia di anni le donne hanno avuto responsabilità senza potere, mentre gli uomini avevano potere senza responsabilità. Agli uomini che accettano il rischio di esserci fratelli offriamo un equilibrio, un futuro, una mano. Ma con loro o senza di loro, noi andremo avanti.
Perché noi siamo le Antiche, l’Essere Nuovo, le Native venute per prime e rimaste, indigene come nessuno. Siamo la bambina dello Zambia, la nonna della Birmania, le donne del Salvador e dell’Afghanistan, della Finlandia e di Fiji. Siamo canto di balena e foresta pluviale; l’onda sommersa del mare che monta, immensa, a spezzare in mille frammenti il vetro del potere. Siamo le perdute e le disprezzate che, piangendo, avanzano nella luce.
Questo noi siamo. Siamo intensità e energia. Siamo i popoli del mondo che parlano – che non aspetteranno più e non possono essere fermati.
Siamo sospese sull’orlo del millennio: alle spalle la rovina, davanti nessuna mappa, il sapore della paura acuto sulle nostre lingue.
Eppure faremo il salto.
L’esercizio dell’immaginazione è un atto di creazione.
L’atto di creazione è un esercizio della volontà.
Tutto questo è politica. E’ possibile.
Pane. Un cielo pulito. Pace vera. La voce di una donna che canta chissà dove, melodia che spira come fumo dai falò campestri. Congedato l’esercito, abbondante il raccolto. Rimarginata la ferita, voluto il bambino, liberato il prigioniero, onorata l’integrità del corpo, ricambiato l’amante. Magico talento di trasformare i segni in significato. Uguale, giusto e riconosciuto il lavoro. Piacere nella sfida che porta, concordi, a risolvere i problemi. La mano che si alza solo nel saluto. Interni – dei cuori, delle case, dei paesi – così solidi e sicuri da rendere finalmente superflua la sicurezza dei confini. E ovunque risate, sollecitudine, festa, danze, contentezza. Un paradiso umile, terrestre, ora.
Noi lo renderemo reale, nostro, disponibile. Noi disegneremo la politica, la storia, la pace. Il miracolo è pronto.
Credeteci.
Siamo le donne che trasformeranno il mondo.
di Robin Morgan 
da "Cassandra non abita più qui. Maria Nadotti intervista Robin Morgan"
pubblicato qui