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confrontandoci

Nato per parlare di disabilità intellettiva, man mano ho aggiunto un pò di tutto...poesie, cucina, aforismi, racconti...ecc. :)


29/07/13

ISEE - livello essenziale di assistenza


L’ISEE va approvato quale livello essenziale di assistenza. Ce n’è necessità oggi per frenare le profonde disparità territoriali in tema di assistenza e per eliminare le storture dell’ISEE vigente. Elementi da correggere ce ne sono, ma di qui ad alimentare convinzioni catastrofiste ce ne passa.”
Questo il commento della FISH a margine della discussione nelle Commissioni parlamentari che devono esprimere un parere sullo schema di decreto che regolamenta il nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente.
Abbiamo seguito con attenzione l’elaborazione del nuovo regolamento. – così si esprime Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – Sappiamo bene che la revisione dell’ISEE è stata fissata nella precedente legislatura con la manovra ‘Salva Italia’ (Legge 214/2011). Sui criteri approvati allora dal Parlamento il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha elaborato successive stesure, riscrivendole anche su pressione di associazioni, sindacati, organizzazioni dell’impegno civile.”
Le prime versioni del regolamento, come si ricorderà, erano state oggetto di forti e circostanziate critiche della FISH che evidenziava il trattamento assai sfavorevole riservato alle persone con disabilità e ai loro nuclei familiari.
Chi ha dovuto elaborare il decreto si è trovato a gestire un ‘paradosso’ stabilito dal Parlamento nella legislatura precedente: dover considerare nell’indicatore reddituale anche le prestazioni assistenziali. È anche grazie alla pressione della FISH se tale contraddizione, nella versione più recente, è stata neutralizzata con franchigie e con la possibilità di detrarre, ad esempio, tutte le spese assistenziali sostenute in caso di gravi disabilità.”
Il nuovo ISEE conteggia, ad esempio, indennità di accompagnamento, ma per gli stessi titolari è prevista una franchigia di 6.500 euro (l’indennità è di 5.800 euro l’anno). Tutte le spese sanitarie (compresi ausili, auto adattate, cani guida per ciechi, sussidi tecnici ecc.) possono essere sottratte dall’indicatore reddituale fino ad ulteriori 5.000 euro. Inoltre possono essere sottratte integralmente, per i disabili gravi, le spese per collaboratori domestici, addetti all’assistenza personale e badanti fino alla compensazione completa delle provvidenze assistenziali ricevute.
Si può fare di più, ma per onestà dei fatti bisogna ammettere che, per la prima volta, è stato riconosciuto che la disabilità produce costi e impoverimento per i nuclei familiari. Si può fare di più e meglio, ma non si può disconoscere che il nuovo regolamento riserva attenzione alle persone con grave disabilità, con disabilità intellettiva, o che intendano – faticosamente – costruirsi una famiglia e un’autonomia personale. Si può fare di meglio ma su questo è necessario un impegno del Parlamento per correggere la norma originaria. E già che c’è aiutarci a ripensare nella loro interezza le politiche per la disabilità e a garantirne le risorse.”
fonte:fish

28/07/13

Con un istinto profondo



Io, con un istinto profondo,

scelgo un uomo che esige la mia forza

… che fa richieste enormi su di me,

che non mette in dubbio il mio coraggio

o la mia durezza…

che non mi crede ingenua o innocente.

Che ha il coraggio di trattarmi come una donna.

(Anais Nin)

27/07/13

Casa famiglie per persone con disabilità

Voglio riproporre questa lettera, già pubblicata nell'ottobre 2011 da un quotidiano locale e riportata sulla bacheca di una mia amica su facebook:

 “Mi chiamo Claudia, sono una ragazza disabile di 33 anni, (disabilità congenita) la quale non mi permette né di camminare con le mie gambe né di avere un uso degli arti superiori al 100%; tuttavia svolgo una vita normalissima facendo quasi tutto ma in maniera diversa... cammino con la mia stupenda testa rossa a quattro ruote "carrozzina motorizzata", dipingo, scrivo, ricamo il tutto con una mano... quella un po’ migliore dell'altra; e sempre con la stessa uso il computer con l'aiuto di un bastoncino, il quale mi permette di spingere i tasti. Da 19 anni vivo presso un centro di riabilitazione, qui ho imparato a conoscere me stessa nel bene e nel male, ho imparato a riconoscere i miei limiti ma soprattutto, e cosa più importante, ho imparato ad Amarmi ed Accettarmi per quella che sono!!! Tuttavia non nego che per me all’epoca fu quasi un trauma sentirmi dire dai miei genitori che non sarei più potuta rimanere in famiglia, in quanto mia madre aveva ed ha dei grossi problemi alla schiena… talmente era forte la mia non accettazione che la mia mente fece in fretta ad offuscarsi di cattivi pensieri, uno di questi ricordo ancora oggi che era: “ma dove è andato a finire tutto quell’amore che fino a ieri nutrivamo l’uno per l’altro?” Avevo solo tredici anni, mi sentivo tradita, pugnalata alle spalle insomma, la mia conclusione era che per loro fossi un peso e basta. Ho dovuto combattere contro rabbia, orgoglio e malessere interiore che mi laceravano, riducendomi in piccolissimi pezzi, sembrava una battaglia senza fine... ma poi ho capito che l’importante è che le esperienze negative vissute non devono permettere in alcun modo di abbattere l'anima di chi le riceve... tutto serve per arricchire il nostro bagaglio di vita... e se oggi siamo come siamo, e possiamo camminare a testa alta, lo dobbiamo anche ad esse!!! Amo la mia vita per tutto ciò che mi ha dato e per ciò che non mi ha dato... e come è mio solito dire: ringrazio Dio di aver scelto per me questo percorso, perché vuol dire che merito tutto il bene di questo mondo... cosa che ho, e che sento ogni giorno quando apro gli occhi, e quando la notte li richiudo!
Personaggi della TV, Signor Presidente del Consiglio, Signor Presidente della Repubblica, vi scrivo questa lettera per chiedervi una mano, molto sinceramente vi dico che in cuor mio so' che fra voi qualcuno Può Aiutarmi... E’ da parecchio tempo che nella mia testa vacilla insistentemente un pensiero ormai divenuto il mio sogno nel cassetto… creare una casa famiglia per persone che come me possiedono un handicap fisico, ma che grazie a Dio hanno il dono dell' intelletto, e sono costretti a vivere, come me, dentro un istituto poiché le nostre famiglie fisicamente e purtroppo economicamente non riescono a darci tutte le cure di cui abbiamo bisogno e contemporaneamente a farci vivere una vita “Normale” o, realtà ancor più mostruosa, molti di noi non vengono accettati dalle stesse... non vorrei lasciar intendere che mi trovi male nella struttura dove risiedo per via di maltrattamenti o chissà cosa, "ASSOLUTAMENTE NO" sarei ipocrita solo a pensarlo, tuttavia con obbiettività vi faccio presente che una vita da istituto è assolutamente diversa da quella di una casa famiglia dove vedrebbe il DISABILE DECISAMENTE PIU’ATTIVO ED AUTONOMO... non voglio pensare che questa nostra realtà non possa aver diritto di essere vissuta normalmente... Si è Vero, Siamo Diversi... ma nell' Anima!!! Abbiamo Questo Dono... e ce lo Teniamo Stretto. Di gente buona ne esiste... sono sufficientemente positiva nel crederlo... quindi mi rivolgo a voi che sapete perfettamente che con una pensione di invalidità pari a 270€ mensili, le possibilità economiche solo per buttare giù un progetto come desidero fortemente fare io, sono nulle... forse queste mie parole non verranno mai lette, forse il mio desiderio non verrà mai preso in considerazione, ma una cosa è certa... Non mi arrenderò mai, fino all'ultimo respiro continuerò imperterrita nel cercar di raggiungere il mio obbiettivo."
fonte  

15/07/13

Strutture idonee per persone con disabilità o lager??

Ancora una volta, i recenti fatti di Meta di Sorrento (Napoli) – ove trentasette persone con disabilità erano sottoposte a maltrattamenti e angherie in una struttura dalle caratteristiche inqualificabili -, è stato sollevato il coperchio del “calderone infernale”, ove soffrono pene del tutto immeritate i veri “dannati della terra”: le persone con disabilità, ospiti degli efferati “ospizi-lager”.
E una volta ancora vengono portate sotto gli occhi di tutti strutture inadeguate e fatiscenti, metodi di contenzione “torquemadeschi”, personale sadico, insufficiente e impreparato, medicinali scaduti, sovraffollamento da vagone piombato, condizioni igieniche terribili.
Per l’ennesima volta, poi, il Ministro della Salute di turno – nella fattispecie Beatrice Lorenzin – si indigna (e speriamo che all’indignazione “politica” seguano davvero ferree direttive alle ASL sulla necessità di controlli realmente efficaci, frequenti e inaspettati), mentre i politici locali, come da copione, gridano allo scandalo e si ergono istrionescamente a paladini dei diritti di tutti i cittadini, anche di quelli con disabilità.
Noi famiglie con disabilità, parte moralmente lesa, individuiamo due direttrici di perversione. Da una parte l’assoluta inefficacia del sistema di accreditamento, ma soprattutto di controllo da parte delle Regioni e delle ASL di competenza, ove esistono non di rado infiltrazioni pseudomafiose o comunque criminali, che permettono talvolta a persone sino a ieri dedite ad altre attività di intraprendere lucrosissime carriere di imprenditori sociosanitari. Dall’altra parte il fatto che si continuino a privilegiare politicamente e nei fatti – per negarle solo nei riti di circostanza – le strutture di ricovero sulla permanenza in famiglia, tranne rare virtuose eccezioni, e questo malgrado tutti i dati seriamente disponibili indichino l’enorme risparmio, la superiore qualità della vita e il forte possibileincremento dell’occupazione, insiti nel “restiamo a casa, torniamo a casa” (suggeriamo, a tal proposito, su queste stesse pagine, la lettura dei recenti contributi di Marco Espa eChiara Bonanno).
Veramente ci sarebbe un terzo punto, una sorta di fastidioso “mea culpa” che le Associazioni – almeno quelle più forti – potrebbero forse recitare, non contribuendo efficacemente a un’azione di capillare controllo e ascolto, pur avendo la capacità giuridica di agire in difesa dei diritti delle persone che rappresentano.
E bene sarebbe se sulla base del Niente su di Noi senza di Noi e le Nostre Famiglie, molto si facesse affinché famiglie e associazioni potessero costituire veri e proprio “comitati di controllo”, con capacità di monitorare la qualità dell’assistenza nelle strutture, potendo visitarle senza preavviso e senza orari stabiliti.
E che si insistesse, infine, affinché ogni struttura di ricovero fosse dotata di telecamere di sorveglianza in ogni locale, riservando naturalmente la visione dei filmati a un intervento della magistratura. Sarebbe certamente un ottimo deterrente contro inadempienze, abusi e violenze.

14/07/13

Zuppa all'uovo





Una Zuppa  leggera ma energetica...
ricordo mia madre.. che  ogni tanto la faceva....e a noi piaceva molto.....

In una ciotola, sbattere 2 uova e aggiungere il parmigiano, il sale e il pepe. Versare il brodo a bollire. Quando inizia a sobbollire, versare le uova sbattute senza mai smettere di mescolare rapidamente fino a che non si formano dei fiocchi in superficie. Servire ben caldo.


10/07/13

La Birra





Bere moderatamente un bicchiere di birra al giorno sembra faccia bene.

10 motivi per farlo:

Non ingrassa

Con un contenuto calorico molto inferiore rispetto ad altre bevande alcoliche – 43 kcal per 100 ml per la birra con alcol e solo 17 kcal per 100 ml nel caso di quella senza alcol – la birra viene ingiustamente accusata di scatenare un aumento incontrollato di peso. Ciò che deve, però, essere preso in considerazione è il mantenimento di uno stile di vita sano, che richiede una dieta organizzata, senza consumare alimenti ipercalorici.

Reidrata dopo l’esercizio fisico

I ricercatori spagnoli della Facoltà di Medicina dell’Università di Granada e del Consiglio Superiore della Ricerca Scientifica di Madrid sono arrivati alla conclusione che: il consumo responsabile di birra, con e senza alcol, è un modo per reidratarsi dopo sforzo fisico.
La sua composizione e le sue caratteristiche organolettiche fanno si che la birra possa essere una buona bevanda perreintegrare i liquidi ed i sali minerali persi durante lo sforzo fisico: aminoacidi, minerali vari, vitamine del gruppo B e antiossidanti.
Inoltre la birra disseta sul serio, visto che per il 93% è composta quasi esclusivamente da acqua.

Riduce il rischio di formazione dei calcoli renali

La birra ha un basso contenuto di calcio ed è ricca di magnesio, che aiuta a proteggere contro la formazione dei calcoli renali.
Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui è consigliato bere un bicchiere di birra al giorno per ridurre il rischio di formazione dei calcoli renali.

Riduce il rischio di sviluppare il morbo di Parkinson

Il morbo di Parkinson è una malattia neuro-degenerativa che (solitamente) colpisce le persone che hanno superato i 50 anni. Diversi studi hanno dimostrato che la birra consumata con moderazione, insieme a altri diversi fattori collegati allo stile di vita, è associata a un ridotto rischio di sviluppare la malattia di Parkinson.

Aumenta i livelli di “colesterolo buono” (colesterolo HDL)

La quantità di “colesterolo buono” (colesterolo HDL) nel sangue aumenta durante il consumo di birra. E’ stato dimostrato che un livello più alto di “colesterolo buono” è associato a un minor rischio di malattie coronariche. La ricerca ha dimostrato che un bicchiere di birra al giorno può aumentare significativamente i livelli di colesterolo HDL.

Protezione contro Helicobacter pylori

Alcune ricerche hanno dimostrato che quelli che consumano birra responsabilmente, godono di un grado maggiore di protezione contro Helicobacter pylori, conosciuto come una delle cause maggiori delle ulcere allo stomaco ed è un possibile fattore di rischio per il cancro allo stomaco. Il consumo di birra facilita l’eradicazione di quest’organismo per il suo effetto antibatterico.

E’ una fonte di antiossidanti

La birra contiene antiossidanti naturali, che traggono origine direttamente dal malto (orzo) e dal luppolo. Le ricerche hanno dimostrato che il numero di antiossidanti nel sangue aumenta successivamente al consumo di birra, cosa che indica che gli antiossidanti della birra sono assorbiti rapidamente, anche più velocemente rispetto a quelli degli alimenti solidi.

E’ una fonte ricca di silicio

Proveniente da due fonti naturali: acqua e soprattutto orzo. Diversi studi hanno dimostrato che il silicio è importante per la salute delle ossa, migliorando la densità minerale ossea nelle donne che ricevono supplementi di silicio attraverso la dieta.
Inoltre, il silicio della birra può aiutare a ridurre il rischio di Alzheimer.

E’ una fonte di Vitamina B12 nelle diete vegetariane

Se adotti una dieta vegetariana il corpo rischia di essere privato delle vitamine che assorbirebbe, normalmente, dagli alimenti di origine animale. Tuttavia non molti sanno che la birra sia anche una fonte naturale di Vitamina B12. Vitamina che si trova principalmente negli alimenti di origine animale ed ha un ruolo determinante per il buon funzionamento del sistema nervoso, essendo soprannominata anche la vitamina del buon umore.
Preparata dai cereali, la birra è una buona fonte di vitamine essenziali per la vita, recenti ricerche hanno dimostrato un elevato assorbimento di vitamine dal complesso B con l’introduzione nella dieta del consumo responsabile di birra.
Oltre a completare una dieta sana le vitamine e i minerali della birra possono avere altri benefici per la salute. Recenti ricerche suggeriscono che le vitamine del gruppo B (B6, B9 e B12), che si trovano in questa bevanda, possono fornire ai consumatori di birra una protezione supplementare contro le malattie cardiovascolari.

E’ una fonte di fibre

La birra è una fonte di fibre solubili, derivata dalle pareti cellulari dell’orzo, uno dei suoi ingredienti di base. Due bicchieri di birra contengono circa il 10% dell’assunzione giornaliera di fibre solubili; alcune birre possono fornire fibre fino al 30%.

08/07/13

Le fibre



Nella dieta quotidiana dovrebbero esserci 30 grammi di fibre di cui 20 grammi di tipo non idrosolubile, ovvero quelle della crusca dei cereali, e 10 grammi di tipo idrosolubile, presenti nella verdura e nella frutta fresca, nell’orzo e nell’avena, nei legumi. Per poter assumere i quantitativi necessari, ogni pasto principale andrebbe iniziato con un piatto, senza limiti sulla quantità, di verdura cruda tagliata finemente (foglie verdi, ortaggi fibrosi come sedano, finocchio, peperoni) per poter utilizzare meglio le fibre in essa contenute. Inoltre, nel pasto, se si consuma un alimento proteico (carni, pesce, uova, legumi ecc.), bisogna aggiungere mezza porzione di carboidrati (pasta, riso, pane, orzo, avena integrali), affinché le loro fibre, insieme a quelle della verdura, possano ripulire l’organismo dalle scorie e dalle tossine contenute nell’alimento ricco di proteine e prodotte durante la sua assimilazione.
Una dieta che escluda i carboidrati (iperproteica) non è quindi salutare per l’organismo, in quanto lascerebbe in circolo elementi tossici che alla lunga indeboliscono gli organi (soprattutto i reni), rallentano il metabolismo e rendono sempre più difficile dimagrire.
Le fibre non idrosolubili hanno un’azione di tipo meccanico. In pratica accelerano il transito degli alimenti e dei nutrienti e ne favoriscono l’eliminazione regolare. Le fibre idrosolubili hanno invece sia un’azione meccanica sia metabolica: legandosi con l’acqua che trovano nell’apparato digerente formano un gel che favorisce l’evacuazione e, allo stesso tempo, porta via con sé parte dei grassi e degli zuccheri assunti con la dieta, impedendone l’assimilazione. In questo modo, si vengono a ridurre le calorie assunte, e si contrasta la formazione di picchi glicemici elevati (un aumento improvviso della concentrazione di glucosio nel sangue) dopo i pasti. Inoltre, essendoci meno zuccheri in circolo, si previene il diabete e si mantiene attivo il metabolismo (che per l’appunto rallenta in presenza di eccesso di zuccheri).
fonte: prestofatto

Arriva HENABLE ZTL per accedere in zone a traffico limitato

Tutto il team Henable sarà protagonista di un tour speciale,  in diverse città d'Italia per promuovere uno speciale ausilio, e il motivo è diffonderlo tra i disabili e sensibilizzare ed informare i municipi delle città che toccherà.

L'ausilio si chiama Henable ZTL, un'App "applicazione" per smartphone e tablet, che contribuirà a risolvere il problema delle ZTL, per le persone con disabilità. Il sistema, ideato da Ferdinando Acerbi, che si è trovato a dover affrontare una serie infinita di barriere, architettoniche e non solo, ed ha deciso quindi di avviare una sua start-up – Henable, appunto - per creare uno spazio aperto, finalizzato alla condivisione di soluzioni digitali e tecnologie in grado di migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e siglando, tra l'altro, una partnership con Vodafone Italia, per contribuire alla diffusione di strumenti digitali di inclusione sociale. Henable ZTL, dunque – lanciata anche grazie al sostegno dell'Azienda Ospedaliera Niguarda di Milano - è un'App, che può realmente rivoluzionare e semplificare alle persone con disabilità il modo di entrare nelle Zone a Traffico Limitato di tutta Italia. Dopo il download dell'App sia su Google Play o Itunes Apple sarà sufficiente inserire i propri dati, caricare la copia del contrassegno personale, la carta d'identità, una foto della firma e il numero di patente. In seguito, quindi, per inviare la richiesta d'accesso a una qualsiasi ZTL, sarà sufficiente acquistare un abbonamento annuale a 3 euro e 59 centesimi, selezionare regione, città e area, già mappate dall'applicazione, evidenziando data, ora e targa del veicolo e inviare semplicemente l'email generate dall'App.

La necessità di promuovere questa applicazione è data dal problema di dover accedere in zone a traffico limitato delle città alle quali ipotetici disabili non residenti vanno a far visita, e che, evidentemente, non hanno la situazione del disabile non residente nei loro data base. Questo è un disguido non da poco se si pensa che per ovviare alle contravvenzioni non è sufficiente esporre il CUDE o contrassegno disabili, ma è necessario, quanto meno, avvisare i municipi del proprio passaggio. Le disavventure occorse ad Ernesto sono ben descritte nell'articolo di Stefano Borgato, apparso il 28 Giugno su Superando.it(http://www.superando.it/2013/06/28/storie-di-barriere-e-noncuranza-ma-la-tecnologia-procede/). La nostra speranza è che questo sforzo di semplificazione venga recepito dalle Municipali, dando la possibilità di eliminare questo tipo di barriere e liberando molti disabili "mobili".
Il Tour :
A Milano il 14 Luglio, ad Asti il 15 Luglio, a Torino il 16 Luglio, a Genova il 17-18 , Firenze il 19 Luglio, a Siena il 20 Luglio, a Grosseto il 21 Luglio, a Gaeta il 22 Luglio, a Napoli il 23 e 25 Luglio, a Catania il 24 Luglio, a Roma il 26-27 Luglio, a Perugia il 28 Luglio, ad Amandola il 29 Luglio, a Porto San Giorgio il 30 Luglio, a Rimini il 31 Luglio, a Cesena il 1 Agosto, a Bologna il 2 Agosto, a Rovigo il 3 agosto.
Martina Zardini
fonte: disabiliabili

Se guardo i tuoi capelli




Se guardo i tuoi capelli
li vorrei tutti lisci
perché mi ricordino il mare
e ti dico, piccola onda marina
che vorrei annegare in te
perché in te c'è il corallo.
Ci sono amori di donne
pieni di gelosia
che vestono calzari
di eterna prigionia.
E danzare con te
sull'orlo del momento
e pensare che tu
tu sei nuda e vestita
devo dirti che sei
il mistero della vita
(Alda Merini)

07/07/13

La mattina, gonfia di tempesta





La mattina è gonfia di tempesta

nel cuore dell’estate.
Come bianchi fazzoletti d’addio viaggiano le nubi,
il vento le scuote con le sue mani peregrine.
Cuore infinito del vento
che palpita sul nostro silenzio innamorato.

E ronza tra gli alberi, orchestrale e divino,
come una lingua piena di guerre e di canti.

Vento che rapina fulmineo le foglie secche
e devia le frecce palpitanti degli uccelli.

Vento che le travolge in onda senza spuma
e sostanza senza peso, e fuochi inclinati.

Si rompe e sommerge il suo volume di baci
combattuto sulla porta del vento dell’estate.

Pablo Neruda