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confrontandoci

Nato per parlare di disabilità intellettiva, man mano ho aggiunto un pò di tutto...poesie, cucina, aforismi, racconti...ecc. :)


31/12/12

31 Dicembre





Il 31 dicembre è un giorno insieme magico e speciale,
è tempo di bilanci, resoconti, valutazioni,
è tempo di sogni, speranze, pianificazione.
In un giorno vecchio e nuovo si incontrano,
come in un abbraccio
e l’uomo, per degli istanti
è messo di fronte al tempo che passa,
alla gioia del nuovo, al ricordo del passato.
Trasforma questi momenti in un’occasione per seminare nuovi gesti nella tua vita
per ottenere in regalo, nel nuovo anno,
cio’ che ancora cerchi e speri per te stesso.
Butta i vecchi abiti mentali
e indossa un nuovo atteggiamento
che ti faccia scoprire in ogni singolo attimo la bellezza di una vita
che si snocciola, giorno dopo giorno,
tra le tue mani.
Oggi e in ogni nuovo giorno, al sorgere del sole.
Tu sei protagonista, ricordalo.
Buon Anno Nuovo! Buon Giorno Nuovo ogni giorno!
Stephen Littleword

30/12/12

Rita Levi Montalcini


Un omaggio ad una grande donna, neurologa e senatrice a vita italiana. Premio Nobel per la medicina nel 1986 e morta oggi a 103 anni: 

"Le donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza."


« L'umanità è fatta di uomini e donne e deve essere rappresentata da entrambi i sessi. »



« Oggi, rispetto a ieri, i giovani usufruiscono di una straordinaria ampiezza di informazioni; il prezzo è l’effetto ipnotico esercitato dagli schermi televisivi che li disabituano a ragionare (oltre a derubarli del tempo da dedicare allo studio, allo sport e ai giochi che stimolano la loro capacità creativa). Creano per loro una realtà definita che inibisce la loro capacità di “inventare il mondo” e distrugge il fascino dell’ignoto. »

Rita Levi Montalcini
« Una piccola signora dalla volontà indomita e dal piglio di principessa. » (Primo Levi)


27/12/12

Taglio colonia mare a disabili gravi


per fortuna c'è qualcuno che ha ritenuto di fare una interrogazione alla Giunta Provinciale (bz) per il taglio alla colonia estiva di un gruppo di disabili gravi che frequentano i  laboratori protetti---che copio e incollo.....

"Di seguito, facendo seguito alla segnalazione della Signora Torcasio, il testo della interrogazione urgente che sarà trattata in aula il prossimo 15 gennaio nel corso del question time. L'assessore Theiner dovrà fornire risposta orale al Consiglio.
Al Signor Presidente
del Consiglio provinciale
B O L Z A N O

INTERROGAZIONE
su tema di attualità
Garantire le risorse economiche necessarie
per la realizzazione della Colonia estiva per ragazzi con gravi disabilità

A nome dei genitori dei ragazzi interessati, la Signora Valeria Torcasio ha segnalato l’annullamento già sin d’ora della colonia estiva destinata ad un gruppo di cinque giovani con disabilità che frequentano l’iniziativa da qualche anno.
La colonia era organizzata dalla Lebenshilfe, meritoria organizzazione impegnata nel settore sociale con grandi meriti, il finanziamento era dell’Azienda servizi sociali di Bolzano, ma pare che lo stesso sia venuto a saltare benchè l’Assb attribuisca la responsabilità dell’annullamento al taglio delle risorse destinate ai servizi sociali alla persona da parte della Provincia.
Rimane di certo un fatto indiscutibile riassunto dalla Signora Torcasio con queste parole: “Togliere la colonia estiva a questo gruppo di persone significa condannarle all'isolamento e alla solitudine. Di fatto non avranno la facoltà di fare più nulla».

Tutto ciò premesso,

SI INTERROGA
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE
E/O L’ASSESSORE COMPETENTE

per sapere se non si ritenga di garantire sin d’ora ai genitori interessati lo svolgimento della colonia sopra indicata per i propri figli con gravi disabilità, attraverso il riconoscimento delle risorse necessarie all’organizzazione della stessa alla Lebenshilfe, ripartendo in maniera equilibrata le risorse destinate ai servizi alla persona attribuite all’Assb.
Bolzano, 27.12.2012

Alessandro Urzì"

24/12/12

buon natale a tutti!!








Si avvicina il Natale,
nell'aria si respira un profumo di gioia e di amore.
Se ti guardi intorno non vedrai che serenità!

Ma...cosa succede?
Là in quel piccolo paese non c'è gioia!
C'è solo dolore, gente che soffre, gente che muore...

E là? Guarda là! C'è solo indifferenza,
in quel paese alle persone non importa nulla del Natale!
Troppa gente soffre, troppa gente non sa!

E' Natale, cerca anche tu di portare pace e amore...
...dove ci sono guerra e odio.

(Lucia Porfini)

23/12/12

Distruzione foreste







In Germania, uno studio del WWF mostra come numerosi libri per bambini sono fabbricati distruggendo le foreste pluviali dell'Indonesia. Dall'altro capo dell'oceano, negli Stati Uniti, una simile ricerca del Rainforest Action Network (RAN) ha portato alla luce lo stesso problema nei libri di Fancy Nancy, dell'editore HarperCollins.
Tecnicamente si chiamano "fibre miste di latifoglie tropicali" (mixed tropicali hardwood, o MTH) ma in pratica significa che quella casta è stata prodotta radendo al suolo una ricca foresta pluviale per macinarla e trasformarla in pasta di cellulosa e quindi in carta.

"Nessun bimbo vorrebbe contribuire alla distruzione delle foreste pluviali per i libri ricevuti come regalo natalizio" osserva Robin Averbeck, del Rainforest Action Network. Eppure, tra i libri identificati dal WWF tedesco come legati alla deforestazione, figura un bellissimo atlante delle foreste pluviali… così realistico da contenere nelle sue pagine un pezzo di foresta pluviale maciullata!

La Cina, dove molti di questi libri vengono stampati, utilizza carta a basso costo proveniente dall'Indonesia, dove l'industria cartaria, dominata da due grandi imprese, si basa sul saccheggio delle foreste.
Si calcola che il principale gruppo cartario del paese, la Asia Pulp and Paper (APP), sia da solo responsabile della distruzione di oltre 2 milioni di ettari di foresta tropicale nella sola isola di Sumatra.

Già nel 2009 il WWF aveva analizzato le fibre dei libri, trovando risultati similari. "Gli editori tedeschi sono troppo lenti nel prendere misure per evitare il coinvolgimento nella distruzione", ha commentato Emmanuelle Neyroumande, del WWF.

fonte:salvaleforeste

Il Coraggio







La storia dell’Uomo è anzitutto e soprattutto una storia di coraggio : la prova che senza il coraggio non fai nulla, che se non hai coraggio nemmeno l’intelligenza ti serve.
E il coraggio ha molti volti : il volto della generosità, della vanità, della curiosità, della necessità, dell’orgoglio, dell’innocenza, dell’incoscienza, dell’odio, dell’allegria, della disperazione, della rabbia, e perfino della paura cui rimane spesso legato da un vincolo quasi filiale.
Però esiste un coraggio che non ha niente a che fare con quei tipo di coraggio :
il coraggio cieco e sordo e illimitato, suicida, che nasce dall’amore.
Non ha confini il coraggio che nasce dall’amore e per amore si realizza.
Non tiene conto di alcun pericolo, non ascolta nessuna forma di raziocinio.
Pretende di muovere le montagne e spesso le muove
 (Oriana Fallaci-Inshallah)

Cambiare il Mondo









Prima di pensare a cambiare il mondo, fare le rivoluzioni, meditare nuove 

costituzioni, stabilire un nuovo ordine, scendete prima di tutto nel vostro cuore, 

fatevi regnare l'ordine, l'armonia e la pace. Soltanto dopo, cercate delle anime 

che vi assomigliano e passate all'azione". (Platone - mistico e filosofo greco)

20/12/12

Rallenta mamma






Rallenta mamma, non c’è bisogno di correre;

rallenta mamma, qual è il problema?
Rallenta mamma, concediti una tazza di caffè;
rallenta mamma, vieni e stai un po’ con me.
Rallenta, mamma, mettiamoci gli stivali
e andiamo a fare una passeggiata…
Raccogliamo le foglie, sorridiamo, ridiamo, parliamo.
Rallenta mamma, sembri così stanca,
vieni, accoccoliamoci sotto le coperte,
riposa insieme a me.
Rallenta mamma, quei piatti sporchi possono aspettare;
rallenta mamma, dai divertiamoci, facciamo una torta!
Rallenta mamma, lo so che lavori tanto
ma a volte, mamma,
è bello quando semplicemente ti fermi per un po’.
Siediti con noi un minuto,
ascolta com’è andata la nostra giornata,
trascorri con noi qualche momento in allegria,
perché la nostra infanzia non rallenterà!

(R. Knight)

19/12/12

Donne con disabilità


Intervista alla progettista e presidente di CERPA Italia(Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell'Accessibilità) Pietra Nobili  da parte di Superando.it:


La Convenzione ONU sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW), approvata dalle Nazioni Unite nel 1979, è stata ratificata dall’Italia nel 1985 (Legge 132/85), ma non ha ancora una traduzione ufficiale in lingua italiana. La Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (2006) è stata tradotta in italiano ancora prima di essere ratificata (Legge18/09). Questo vuol dire che le donne con disabilità faranno meno fatica a vedersi riconosciuti i diritti in quanto disabili, piuttosto che in quanto donne?
«È possibile, in quanto le donne condividono con gli uomini aventi pari disabilità alcune esigenze (minimi comuni) corrispondenti ai diritti stabiliti dalla Convenzione. Per questa parte, probabilmente, le (donne con) disabilità potrebbero vedere riconosciuti per primi quei diritti, mentre per gli altri, comunque connessi alla disabilità, ma patrimonio del femminile (ad esempio il diritto alla salute e alla riproduzione delle donne con disabilità), non so dire quanta fatica e quanto tempo ci vorrà per vederli realizzati.
Temo che ancora una volta verrà condotta un’azione neutra di applicazione dei diritti, in quanto le donne con disabilità subiscono l’opera del sessismo così come le altre donne, e quella del “disablismo” [la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità, N.d.R.]che a volte si affianca, altre si somma, altre ancora moltiplica la svalorizzazione.
Fintantoché non cambieranno nel profondo i paradigmi culturali che sostengono il neutro e la discriminazione, credo che faticheremo ad ottenere nel reale e concreto quotidiano il riconoscimento di tali diritti.
Come ho già avuto modo di scrivere, credo che la Convenzione sulla Disabilità resti – e con essa la Legge 18/09 -, un testo di ottimi intenti che possono essere trasferiti dal piano filosofico-simbolico e dei diritti esigibili in cui attualmente sono collocati, a quello materiale e concreto del vissuto solo se ci sarà una reale trasformazione culturale e politica e un costante aggiornamento degli strumenti d’intervento finalizzati all’inclusione sociale di tutti e tutte».


le altre domande le trovi qui

13/12/12

Senza Amore


Ci sarà pure un posto dove poter posare il cuore

per farlo riposare

lontano da emozioni che lo fanno vibrare
tremare sobbalzare

senza dover per forza restare ad ascoltare
le note sue d'amore

per poi danzar con lui nei vorticosi passi
saltando nelle gioie ruotando nel dolore

e avere come unico vestito
il suo colore

ci sarà pure un posto dove poter posare il cuore

ma il solo pensarlo mi fa stare male

non riuscirei a vivere... senza l'amore.

(Franco Mastroianni)

09/12/12

Mercatini di Natale....








E' tempo di Mercatini...ormai spuntano come funghi dappertutto.....è bellissimo!






Bressanone....

07/12/12

Arriva la neve...







Chiudo gli occhi, e sento il tocco gelido del cielo,
sogno di riaprirli e di ritrovarmi in un piccolo paradiso,
e lo sguardo ora si perde, in un candido paesaggio,
non è l’immaginazione e’ il potere magico della neve,
attutisce i rumori con il suo candido manto e mi regala..
un piccolo minuscolo, straordinario sogno.

(Stephen Littleword)

06/12/12

Torno in America!


Una bellissima testimonianza dal blog Invisibili che voglio  condividere anche sul mio blog, una lettera di una ragazza con disabilità motorie che vive in USA:
"Ciao Invisibili,
non leggo blog di questo genere solitamente, rifiuto qualsiasi contatto con associazioni o enti il cui scopo è far conoscere la disabilita se non donare i miei soldi alla ricerca. Mi sento una disabile del tutto anormale da questo punto di vista. Leggendo le tue parole mi è venuta voglia di raccontarmi per la prima volta in 7 anni di lesione spinale. Da qualche parte sbaglio e scrivendo posso capire dove… Il mio incidente è successo negli Usa dove vivo tutt’ora: lì non c’è rigidità mentale. Cioè il sistema e la società sono pronti ad accettare la diversità soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture e i trasporti. Ho 24 anni, e sì, non sono neanche arrivata alla maggiore età sulle mie gambe perché un ubriaco ha preso in pieno la mia macchina, ma non ho dovuto lottare con ostacoli infernali perche lì tutto è perfetto per chi va in giro in 4 ruote. Una piccola oasi felice per noi persone con disabilità (parlo di scuole, bagni, strade, hotel etc.etc.).
Mi manca l’Italia da morire, mi manca vivere l’Italia, e ogni volta che torno capisco perché lottiate così tanto. Ogni persona disabile ha il diritto di vivere come vivo io negli USA, ma non capisco perché voler avvicinare il mondo della disabilita alla gente. Credo sia giusto lasciare le persone che per fortuna non sono in contatto con la disabilità nel loro mondo, dove uno o due centimetri non fanno la differenza e dove se non c’è parcheggio chissene la lascio in seconda fila per 5 minuti. Perché imporci con le nostre disgrazie? Perche pretendere che ci guardino in maniera normale… Non lo siamo!
Io viaggio sempre da sola, e appena arrivo in Italia ho sempre una serie di imprevisti e di sguardi, direi disarmanti. Sono giovane, sono belloccia, sarei alta 1.78, bionda il giusto, magra. Mia mamma ha 150 cognomi e ho ereditato da lei quei connotati eleganti: sarei stata davvero bellina!!! E secondo me la gente quando mi vede pensa “NOOOO POVERINA”. Sai cosa ti dico si è così”POVERA ME”, perché per quanto stia bene, mi reputi comunque fortunata ed abbia imparato ad amare la mia carrozzina, non c’è giorno che passi pensando a quanto sarebbe bello riavere la vita di prima. Perche quella di adesso è spesso dolceamara.
Vivo bene, ho tutte le cure di cui necessito. Ho una famiglia meravigliosa: siamo 4 fratelli viviamo tutti sparsi per il mondo, ma ci amiamo incondizionatamente e loro, lo ammetto, sono la mia ninfa vitale. Un incidente con esito cosi drammatico a 17 anni ti isola. Ti rende sola perché la spensieratezza di quegli anni se ne va in un attimo, ed è difficile poi interagire con i tuoi coetani che invece, e giustamente, la vita la vogliono assaporare in tutti i suoi gusti. Come per reazione mi sono fatta pena da sola e non ho avuto voglia di imporre me e la mia paraplegia nella vita di nessuno. Non ho avuto voglia di sapere i problemi che la gente affronta quando disabile, perché già ho i miei e mi sono chiusa codardamente nella mia isola felice non confrontandomi veramente con il mondo esterno e tutte le volte che lo faccio costruisco un iceberg che mi protegge. Mi sono rinchiusa, per non sentirmi parte di una categoria. O forse avendo il gran culo di essere very benestante mi sono adagiata con tutti i miei confort nel mio universo tutto sommato fortunato.
Ho preso coscienza che saremmo stati una famiglia perfetta, ma visto che la perfezione non esiste ci sono io con la mia carrozzina. Ho dato una bella ridimensionata a tutti, ho addolcito un padre, che ancora oggi ogni volta che mi rivede si commuove mentre cerca goffamente di abbracciarmi. Ho reso gli occhi di mia madre immensamente dolci, e ho insegnato ai miei fratelli che la vita è democratica e gli incidenti capitano anche a chi è figo, intelligente e brillante. Loro però hanno ridimensionato me quando mi hanno incoraggiato ad andare via da casa a studiare al College come fanno tutti, pretendendo voti alti, e trattandomi da persona.
Ho sviluppato un attaccamento morboso per i miei fratelli e mi sono letteralmente seduta. Non ho avuto e ne ho voglia di confrontarmi con persone che non conosco, non mi piace stare fra la gente, non mi piacciono i posti affollati e non mi piace fissare i sederi della gente quando tutti parlano in piedi. Mi sento bene in famiglia, con le persone che mi conoscono davvero e che mi hanno accompagnato in questa disavventura. Le persone con le quali è ok ricordare emozioni e sensazioni che ho ormai nascosto nel mio io piu profondo. Con loro tolgo qualsiasi barriera, e a volte quasi dimentico che sono seduta su una carrozzina, ed è cosi speciale che nella mia condizione mi basta.

Dopo avervi letto però inizio a dare ragione a mia sorella che mi dice che io faccio quella distaccata da un mondo, quello della disabilità, che mi appartiene, perchè mi difendo dal sentirmi emarginata. Difendo la mia anima già acciaccata. Non voglio prendere atto che la fuori ci possono essere parole, o retaggi culturali che a volte possono essere brutali. Sto iniziando a capire perché quando arrivo in Italia mi ripete che non posso starmene rinchiusa in campagna, ma devo fare un giro con lei per strada, vuole farmi capire che io dovrei per lo meno interessarmi invece di fare lo struzzo. Lei dalle sue gambe ben funzionanti e dai suoi splendidi 30 anni, non perde occasione per educare i cittadini che fanno finta di non vedere, lei ci crede, educare piano piano può significare arrivare ad un cambiamento di una società.
Sono passati 3 GIORNI da quando ho scritto il papiro sopra e… Sono andata in centro, ho fatto un giro da sola come faccio ogni giorno negli USA. Mi sono presa tutti gli sguardi che evito solitamente, mi sono intrappolata in un marciapiede perché dove c’era la discesa c’era parcheggiata una macchina, all’altro angolo un furgone – ho proseguito, costeggiato tutto il building per arrivare ad un marciapiede con uno scalino troppo alto da scendere, sono ritornata indietro e ho aspettato trattenendo le lacrime 25 minuti prima di poter attraversare. Ho fatto lo slalom, fra una quantità innumerevole di cacche di cane lasciate sui marciapiedi. Ho preso atto che le strade vecchie italiane con quel pavimento sono bellissime, ma ogni 3 secondi si incastrano le ruote, creando quell’effetto catapulta che per noi non è ideale, e se decidi di andare su un marciapiede realizzi poi che è largo quanto una persona che cammina. Andare al ristorante ed entrare già nevrotica perché il parcheggio dei disabili è invaso da motorini ed avere la persona che ti serve letteralmente bloccata di fronte alle 4 ruote, avverto imbarazzo, manco fossi E.T…
Sono stremata mi fanno male le spalle e voglio tornare in America, o stare a casa rannicchiata. E …ok – basta – ho capito il senso del blog. Bravi davveri, bravi tutti voi, e grazie.
Maggs."

30/11/12

Sincerità.....






  • Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi. Oggi so che questo si chiama "sincerità". (Charlie Chaplin)

26/11/12

Un buon lavoro.....


      Un buon lavoro

pubblicata da Carlo Giacobini il giorno Lunedì 26 novembre 2012 alle ore 16.38 ·
Non sono avvezzo ai complimenti  ma ...
Hanno fatto un buon lavoro. Tecnicamente e politicamente. Va riconosciuto e apprezzato.
Parlo di quelli del Comitato 16 novembre che poco fa hanno pubblicato la loro posizione ufficiale sui criteri da assumere per l’assegnazione dei contributi sul Fondo per la non autosufficienza.
Per capire bene la finezza del documento bisogna ricordare un paio di fatti (non chiacchiere).
Dopo una protesta estrema sono riusciti ad ottenere che il Fondo per la non autosufficienza fosse finanziato prima con 200 poi con altri 200 milioni. Ma …
Ma il sottosegretario Polillo, vecchia volpe di certa politica, ha chiesto quanti fossero i gravemente non autosufficienti. Domanda apparentemente ingenua, in verità infida.
Infida perché non esiste in Italia una definizione giuridica di non autosufficienza, figuriamoci se esiste quella di gravità.
Infida perché la domanda scatena una guerra fra diverse disabilità e presta il fianco alla critica che i contributi pubblici non possono essere concessi solo agli affetti da una specifica patologia.
Infida perché si insinua in una discussione pluriennale sulla revisioni dei criteri di valutazione della disabilità e sulla definizione dei livelli essenziali si assistenza (da oltre un decennio argomento di convegnistici confronti).
Infida perché mira a prendere tempo, a rinviare sine die, a rallentare con la scusa che non è facile stabilire delle priorità.
Il rischio era quindi quello di impantanarsi, con il trofeo di 400 milioni, nelle sabbie mobili del futuribile.  E intanto le persone e le famiglie aspettano il termine di dotti confronti e di tavoli tecnici, caricandosi di assistenza, invecchiando prematuramente, varcando allegramente la soglia della povertà.

Il documento proposto aggira abilmente queste insidie. La sostanza della riflessione è questa: vogliamo che i criteri di valutazione della disabilità siano quelli della Convenzione ONU (che peraltro è stata ratificata in Italia)  ed in particolare che si riprenda la nozione di persona con necessità di sostegno intensivo (“more intense support”). Bene: il principio di fondo è segnato e costituisce un impegno.
Intanto però bisogna affrontare le emergenze. Chi ha steso in documento opportunamente non si riferisce al concetto di disabilità (grave o gravissima). Evita di cadere nel tranello e preferisce concentrarsi su quanto ha indicato lo stesso Parlamento nella Legge 7 agosto 2012, n. 135, articolo 23, comma 8 e che si riferisce a “condizioni di grave non autosufficienza” senza definirla.
La lacuna viene colmata con sufficiente precisione senza, è il caso di notarlo, richiamare nessuna specifica patologia, quanto piuttosto condizioni cliniche che comportano un carico assistenziale vigile di 24 su 24.
L’elenco è piuttosto esaustivo delle condizioni più gravi e fa riferimento a certificazioni piuttosto comuni fra gli specialisti e riconosciute dalla letteratura e dalla pratica clinica internazionale. Vi sono comprese anche le gravi disabilità intellettive, i gravi decadimenti cognitivi e le patologie oncologiche terminali.
Come tutti gli elenchi è perfettibile, ma abbraccia una platea di condizioni che difficilmente non possono essere riconosciute come gravi.

A che servirebbe questo elenco?
La proposta non esclude nessuno da prestazioni o assistenza. Fissa piuttosto priorità nella concessione dei contributi derivanti dal Fondo per la non autosufficienza. In realtà le priorità le aveva fissate, come abbiamo visto, già previste il Legislatore: persone gravemente non autosufficienti. La proposta non fa che chiarire una lacuna che, inopportunamente, il Legislatore aveva lasciato.
Adesso a chi deve decidere, diventa molto più complesso sgusciare fra “non sapevo” o “non si può fare” o “non sappiamo come fare” e, addirittura, “bisogna aprire un tavolo tecnico.”

Una lezione civica anche a chi per settimane ha banalizzato - per comodità o in malafede - le istanze come i “fondi per la SLA” minimizzando implicitamente un'emergenza che riguarda migliaia di famiglie.

Carlo Giacobini (da fb)

26 novembre 2012

25/11/12

Mai più....









 (.. dedicata alle donne maltrattate e uccise)


Rosa china
in gambo pungente
che stille rosse

segnano di dolore
come parole
di oltraggio nel cuore.
Nel corpo abbandonato
pudore svelato,
la vita umiliata,
il germe spento
dal silenzio del respiro.
L’ultimo grido..
L’ultimo sguardo..
Mai più sarò
nella coscienza
a dirti infame
a dirti t’ho amato..
E tu 
impaziente
mi hai reciso…
Ti lascio il mio inferno
come veste di perdono. (Mariella Mulas)

Tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG ad organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in quel giorno.

 Una data importante per il movimento internazionale delle donne, scelta in onore delle sorelle Mirabal, attiviste della Repubblica Dominicana uccise il 25 novembre 1961 per la loro opposizione al regime dittatoriale. 






22/11/12

Non dovresti conoscere....













Non dovresti conoscere la disperazione

se le stelle scintillano ogni notte;

se la rugiada scende silenziosa a sera

e il sole indora il mattino.

Non dovresti conoscere la disperazione - seppure

le lacrime scorrano a fiumi:

non sono gli anni più amati

per sempre presso il tuo cuore?

Piangono, tu piangi, così deve essere;

il vento sospira dei tuoi sospiri,

e dall'inverno cadono lacrime di neve

là dove giacciono le foglie d'autunno;

pure, presto rinascono, e il tuo destino

dal loro non può separarsi:

continua il tuo viaggio, se non con gioia,

pure, mai con disperazione! "(Emily Jane Brontë)
(








20/11/12

Presepe







Passa lucente la stella cometa
si ferma nel cuore come ultima meta
montagne di cartapesta, casette e borraccina
con cura ambientata ogni statuina.
Voglio essere anch’io vicina al pastore
sulla strada di ghiaia che porta al Signore,
gli angeli in cielo, il ruscello di stagnola
è aria di festa, non sono più sola.
Pensieri, riflessioni, il tempo che vola via
mentre avverto del Natale la magia
mi ritrovo tra le mani l’ultima statuina,
faccio il presepe come quand’ero bambina.
Da sempre il ricordo mi parla d’amore
questo presepe costruisco nel cuore.
(Marzia Serpi)

La Cura Invisibile: Il family caregiver in Europa

La Cura Invisibile: Il family caregiver in Europa: L’Italia rispetto al resto d’Europa è il paese che ha i più alti livelli di cura familiare: infatti la delega assistenziale dello Stato all...

Sentirsi giovani







Tutelare la mente da un invecchiamento precoce significa lasciar spazio alla creatività e non chiudere i conti con la vita. Dobbiamo vivere nel presente e liberare il cervello dalla marea di cose inutili con le quali lo imbottiamo. Per ritornare a considerare la vecchiaia come l'"età dell'oro" è opportuno smettere di chiedere al cervello prestazioni efficientistiche. Sentirsi giovani non significa ricordare i nomi dei compagni delle elementari. Meglio, molto meglio che la mente possa ogni giorno rinnovarsi attraverso fantasia e creatività.

(Raffaele Morelli)