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confrontandoci

Nato per parlare di disabilità intellettiva, man mano ho aggiunto un pò di tutto...poesie, cucina, aforismi, racconti...ecc. :)


31/08/10

Metodo Feuerstein


Non è errato presupporre che la scuola modifichi e potenzi, di per sé, le abilità cognitive degli individui. Ma lo fa in maniera caotica, turbolenta, quasi mai in modo tale che l'apparato formativo sia consapevole dei traguardi formativi raggiunti. L'approccio di Feuerstein è invece sistematico, e basato sulla teoria della Modificabilità Cognitiva. Tutti i metodi di insegnamento si basano in un modo più o meno esplicito sull'ipotesi di modificabilità dell'intelligenza umana. Ha senso insegnare qualcosa solo se è possibile alterare opportunamente le capacità di ragionamento di un individuo. Come conseguenza, se in un certo istante una persona non è in grado di compiere una determinata operazione, non possiamo escludere che in un istante successivo la stessa persona riesca dove in precedenza ha fallito. Affermazioni del tipo "non può imparare perché è troppo stupido" non possono essere accettate nell'ottica del metodo Feuerstein. A qualsiasi età e in qualsiasi condizione fisica o psicologica, è possibile plasmare le proprie abilità cognitive e migliorare la qualità dell'interazione con l'ambiente, come Feuerstein stesso e le sue scuole disseminate in tutto il mondo hanno dimostrato operando su centinaia di casi apparentemente "disperati". La modificazione dell'individuo passa attraverso la mediazione, che può essere esperta o meno. Una madre esercita l'azione mediatrice sul bambino fin dalla nascita: sceglie gli stimoli adatti e li interpreta, li fa uscire dal contesto concreto, li trasforma in significati, in valori. Un mediatore esperto non fa altro che applicare gli stessi principi della mediazione in maniera consapevole, disponendo tra l'altro di uno strumento cartaceo, il P.A.S. (Programma di Arricchimento Strumentale), un contesto strutturato alternativo agli stimoli ambientali e ai contenuti scolastici. Feuerstein riduce tutti i casi di mancata efficacia dell'azione formativa della scuola (oltre che, più in generale, del "debito formativo" dell'individuo) alla carenza di esperienze di apprendimento mediato, superando tutti i particolari casi di deficit ambientali o genetici di ciascun individuo.Per l'applicazione corretta del metodo bisogna rispettare rigorosamente tre vincoli: - il tempo di esposizione ad esperienze di apprendimento mediato deve essere sufficientemente lungo, - il formatore deve applicare correttamente il metodo. - Deve esistere un contesto adeguato che riponga fiducia e interesse nell'intervento, sia pronto a recepire le aspettative create nel rapporto allievo-mediatore e a riconoscere e valorizzare i cambiamenti ottenuti nell'allievo. Dei tre vincoli, quello più difficile da rispettare è il secondo. Se i formatori non sono in grado di proporre correttamente le esperienze di apprendimento mediato, il metodo non può che fallire. Ad esempio, un'applicazione meccanica delle schede del PAS riduce il metodo ad una serie di esercizi più o meno complicati che non riescono ad alterare cognitivamente l'allievo. Altri insuccessi si sono avuti quando l'applicazione del metodo non ha tenuto conto dei vincoli sociali a cui erano sottoposti i discenti. L'individuo che viene modificato cognitivamente, deve essere inserito in un ambiente in grado di accettare e di promuovere le sue nuove capacità. Si è verificato ad esempio che per poter avere dei buoni risultati all'interno di un'azienda, il metodo deve essere applicato prima sulla classe dirigente e poi sugli operai e non viceversa. Anche la mancanza del terzo requisito è causa di fallimenti della metodologia. Il programma di Feuerstein non può avere successo in un consiglio di classe dove regni l'indifferenza verso l'iniziativa, dove vi sia la resistenza a mettersi in discussione, considerando il comportamento dell'allievo come unica causa dell'insuccesso. I primi ad accorgersene, in tale contesto, sono proprio gli studenti, che rileveranno un'incoerenza tra l'attenzione ai processi mentali delle lezioni PAS e la noncuranza verso tali problematiche sperimentata nelle discipline "normali".

La Modificabilità Cognitiva

"La Teoria della Modificabilità Cognitiva sostiene che l'essere umano può cambiare, che possono avvenire grandi cambiamenti nel cervello umano, anche in quello dei down, dei feriti alla testa, degli autistici, di tutti coloro che hanno subito dei traumi cerebrali o sono nati o diventati portatori di minori o diverse capacità cognitive.
Basta investire nel paziente e trovare il metodo e il piano giusto, e, come per miracolo, si scopriranno infinite possibilità di modificare i suoi processi di pensiero e di approccio alla realtà.
Teoria che con gli ultimi studi neurologici si è rivelata anche scientificamente esatta: oggi è provato che i neuroni del nostro cervello, in determinate condizioni, possono potenziare la loro rete di connessioni, con conseguente incremento delle quantità e della qualità dell'apprendimento".

vedi qui: un momentostopensando.blog

Donne con disabilità


art.6 Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità

Donne con disabilità

1. Gli Stati Parti riconoscono che le donne e le minori con disabilità sono soggette a discriminazioni multiple e, a questo riguardo, adottano misure per garantire il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali da parte delle donne e delle minori con disabilità.

2. Gli Stati Parti adottano ogni misura idonea ad assicurare il pieno sviluppo, progresso ed emancipazione delle donne, allo scopo di garantire loro l’esercizio ed il godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali enunciati nella presente Convenzione.

Un sogno


In visioni di notturna tenebra



spesso ho sognato svanite gioie -



mentre un sogno da sveglio, di vita e di luce



m' ha lasciato col cuore implacato.



Ah, che cosa non è sogno in chiaro giorno



per colui il cui sguardo si posa su quanto



a lui è d' intorno con un raggio che, a ritroso,



si volge al tempo che non è più?



Quel sogno beato - quel sogno beato,



mentre il mondo intero m' era avverso,



m' ha rallegrato come un raggio cortese



che sa guidare un animo scontroso.



E benché quella luce in tempestose notti



così tremolasse di lontano



che mai può aversi



di più splendente e puro nella diurna stella del Vero?
Edgar Allan Poe

26/08/10

Uguaglianza e non discriminazione

art.5 Convenzione ONU sui diritti delle persone condisabilità

Uguaglianza e non discriminazione

1. Gli Stati Parti riconoscono che tutte le persone sono uguali dinanzi alla legge ed hanno diritto, senza alcuna discriminazione, a uguale protezione e uguale beneficio dalla legge.
2. Gli Stati Parti devono vietare ogni forma di discriminazione fondata sulla disabilità e garantire alle persone con disabilità uguale ed effettiva protezione giuridica contro ogni discriminazione qualunque ne sia il fondamento.
3. Al fine di promuovere l’uguaglianza ed eliminare le discriminazioni, gli Stati Parti adottano tutti i provvedimenti appropriati, per garantire che siano forniti accomodamenti ragionevoli
.4. Le misure specifiche che sono necessarie ad accelerare o conseguire defacto l’uguaglianza delle persone con disabilità non costituiscono una discriminazione ai sensi della presente Convenzione

su fb

Obblighi generali - Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità


Obblighi generali

1. Gli Stati Parti si impegnano a garantire e promuovere la piena realizzazione di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali per tutte le persone con disabilità senza discriminazioni di alcun tipo sulla base della disabilità.

A tal fine, gli Stati Parti si impegnano:

(a) ad adottare tutte le misure legislative, amministrative e di altra natura adeguate ad attuare i diritti riconosciuti nella presente Convenzione;

(b) ad adottare tutte le misure, incluse quelle legislative, idonee amodificare o ad abrogare qualsiasi legge, regolamento, consuetudine e pratica vigente che costituisca una discriminazione nei confronti di persone con disabilità;

(c) a tener conto della protezione e della promozione dei diritti umani delle persone con disabilità in tutte le politiche e in tutti i programmi;

(d) ad astenersi dall’intraprendere ogni atto o pratica che sia in contrasto con la presente Convenzione ed a garantire che le autorità pubbliche e le istituzioni agiscano in conformità con la presente Convenzione;

(e) ad adottare tutte le misure adeguate ad eliminare la discriminazione sulla base della disabilità da parte di qualsiasi persona, organizzazione o impresa privata;

(f) ad intraprendere o promuovere la ricerca e lo sviluppo di beni, servizi,apparecchiature e attrezzature progettati universalmente, secondo la definizione di cui all’articolo 2 della presente Convenzione, che dovrebbero richiedere il minimo adattamento possibile ed il costo più contenuto possibile per venire incontro alle esigenze specifiche delle persone con disabilità, promuoverne la disponibilità ed uso, ed incoraggiare la progettazione universale nell’elaborazione di norme e linee guida;

(g) ad intraprendere o promuovere la ricerca e lo sviluppo, ed a promuovere la disponibilità e l’uso di nuove tecnologie, incluse tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ausilii alla mobilità, dispositivi e tecnologie di sostegno, adatti alle persone condisabilità, dando priorità alle tecnologie dai costi più accessibili;

(h) a fornire alle persone con disabilità informazioni accessibili in meritoad ausilii alla mobilità, dispositivi e tecnologie di sostegno, comprese le nuove tecnologie, così come altre forme di assistenza, servizi di supporto ed attrezzature;(i) a promuovere la formazione di professionisti e di personale che lavora con persone con disabilità sui diritti riconosciuti nella presente Convenzione, così da fornire una migliore assistenza e migliori servizi garantiti da questi stessi diritti

2. Con riferimento ai diritti economici, sociali e culturali, ogni Stato Partesi impegna a prendere misure, sino al massimo delle risorse di cui dispone e, ove necessario, nel quadro della cooperazione internazionale, al fine di conseguire progressivamente la piena realizzazione di tali diritti, senza pregiudizio per gli obblighi contenuti nella presente Convenzione che siano immediatamente applicabili in conformità al diritto internazionale.

3. Nell’elaborazione e nell’attuazione della legislazione e delle politiche da adottare per attuare la presente Convenzione, così come negli altri processi decisionali relativi a questioni concernenti le persone con disabilità, gli Stati Parti operano in stretta consultazione e coinvolgono attivamente le persone con disabilità, compresi i minori con disabilità,attraverso le loro organizzazioni rappresentative.

4. Nessuna disposizione della presente Convenzione può pregiudicare provvedimenti più favorevoli per la realizzazione dei diritti delle persone con disabilità, contenuti nella legislazione di uno Stato Parte o nella legislazione internazionale in vigore per quello Stato. Non sono ammesse restrizioni o deroghe ai diritti umani ed alle libertà fondamentali riconosciuti o esistenti in ogni Stato Parte alla presente Convenzione in virtù di leggi, convenzioni, regolamenti o consuetudini, con il pretesto che la presente Convenzione non riconosca tali diritti o libertà o che li riconosca in minor misura.

5. Le disposizioni della presente Convenzione si estendono a tutte le unità costitutive degli Stati federali senza limitazione ed eccezione alcuna.


anche su fb la pagina della Convenzione ONU sui diritti dei disabili

22/08/10

In quale bosco



Il cielo era verde di freddo tra gli aghi dei pini e qui non c’è nessuno,

l’umido salito dalla neve si intrama nell’odore dei vestiti bagnati

hai stretto per sempre il manico dell’ascia all’altezza dell’intaglio,

tre asterischi, le iniziali e una data

e la dignità delle tue mani si è svenata in dolcezza adesso,

tra la polvere e il dominio, dove hai incontrato te stesso

in chissà quale bosco dei miei occhi quando ti sei voltato

e mi hai detto, dio, quanto sole così lontano, diverso,

quanto ad uno ad uno i giorni
stringono il cuore e separano.


Il mestiere di scrivere


Navigando un pò per la Rete per cercare nuove notizie e qualche curiosità, ho trovato per caso un blog, che ritengo molto interessante ed istruttivo...:imparare a scrivere e comunicare meglio...

E' evidente che chi scrive, Luisa Carrada, è una persona preparata e ha voglia di condividere il suo sapere con gli altri...
Ha scritto anche il libro: Il mestiere di scrivere
E il blog appunto è del Mestiere di scrivere

E' vero.. che lo scrivere è un'attività di costruzione, ma.. non è facile per tutti...
Ha un elenco di articoli, tutti interessantissimi.
come per esempio questo: la difficile arte di linkare
Forse ho scoperto l'acqua calda....ma meglio tardi che mai...e poi..non si finisce mai di imparare...

Mi piace veramente....

20/08/10

Accessibilità

art.9 Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità

Accessibilità

1. Al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita, gli Stati Parti adottano misure adeguate a garantire alle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o forniti al pubblico, sia nelle aree urbane che in quelle rurali. Queste misure, che includono l’identificazione e l’eliminazione di ostacoli e barriere all’accessibilità, si applicano, tra l’altro, a:



(a) edifici, viabilità, trasporti e altre strutture interne ed esterne, comprese scuole, alloggi, strutture sanitarie e luoghi di lavoro;


(b) ai servizi di informazione, comunicazione e altri, compresi i servizi informatici e quelli di emergenza.



2. Gli Stati Parti inoltre adottano misure adeguate per:


(a) sviluppare ed emanare norme nazionali minime e linee guida per l’accessibilità alle strutture ed ai servizi aperti o forniti al pubblico e verificarne l’applicazione;


(b) garantire che gli organismi privati, che forniscono strutture e servizi aperti o forniti al pubblico, tengano conto di tutti gli aspetti dell’accessibilità per le persone con disabilità;


(c) fornire una formazione relativa ai problemi di accesso con cui si confrontano le persone con disabilità a tutti gli interessati;


(d) dotare le strutture e gli edifici aperti al pubblico di segnaletica in caratteri Braille e in formati facilmente leggibili e comprensibili;


(e) mettere a disposizione forme di assistenza da parte di persone o animali e servizi di mediazione, incluse guide, lettori e interpreti professionisti esperti nella lingua dei segni, allo scopo di agevolare l’accessibilità a edifici ed altre strutture aperte al pubblico;


(f) promuovere altre forme idonee di assistenza e di sostegno a persone con disabilità per garantire il loro accesso all’informazione;


(g) promuovere l’accesso delle persone con disabilità alle nuove tecnologie ed ai sistemi di informazione e comunicazione, compreso internet;


(h) promuovere alle primissime fasi la progettazione, lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di tecnologie e sistemi di informazione e comunicazione, in modo che tali tecnologie e sistemi divengano accessibili al minor costo.





Puoi trovarlo anche qui su fb con tutti i commenti

17/08/10

altre foto del campeggio






alcune delle attività che si svolgevano nel campeggio montano in Val di Rabbi - Parco dello Stelvio dell'associazione "Stella Polare - volontariato per le disabilità"



Rientro dei "funghi matti" e dei "lepronti.onti.onti"






Sono rientrati i ragazzi dal campeggio montano della Val di Rabbi, nella splendida cornice del Parco Nazionale dello Stelvio!


Sono rientrati felici come non mai.....


Il racconto di Andrea, il responsabile dei volontari e anche il più "anziano":




Sono state due settimane all'insegna dell'integrazione, dell'autonomia e di tanto tanto divertimento.I momenti più salienti sono stati: la gara di orientamento nei boschi, la due giorni con le "mini-olimpiadi" che comprendevano corsa piana, lancio del peso, tiro alla fune e al bersaglio, canestri e il gettonatissimo percorso di agility, il tutto preparato ad hoc per gli speciali ospiti.Il programma portato a termine completamente nonostante le avversità meteorologiche comprendeva anche bellissime escursioni in quota con visite alle malghe, tornei di calcio, pallavolo e una variante della palla avvelenata, soprannominata dal gruppo "bombardamento"Per la cronaca si sono sfidate due squadre miste denominate simpaticamente i "funghi matti" e i "lepronti.onti onti" che dopo infinite battaglie hanno visto i punteggi finali in perfetta parità, forse il miglior risultato che ci si poteva attendere!É stato un gran piacere ospitare un gruppo così variopinto; ricordando che la più giovane partecipante ha 11 anni e la più anziana 64, e che all'interno del gruppo vi sono diversi tipi di disabilità sia fisiche che psichiche.I prossimi impegni dell'associazione sono le uscite con cadenza mensile e l'appuntamento sulle nevi del Trentino in occasione del soggiorno di fine anno.Si ringrazia in maniera particolare tutto il personale volontario, il Comune di Bolzano, la C.R.I. con il gruppo Pionieri e la Fondazione Cassa di Risparmio che a titoli diversi hanno permesso lo svolgimento di questa particolare manifestazione.


E io dico: grazie infinito ai volontari che con amore si sono presi cura dei nostri ragazzi!!

(una nota pubblicata anche su forum del corriere.it)


sito dell'associazione: www.stellapolare.bz.it

Principi generali

Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità

Principi generali



I principi della presente Convenzione sono:



(a) il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale, compresala libertà di compiere le proprie scelte, e l’indipendenza delle persone;


(b) la non discriminazione;


(c) la piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società;


(d) il rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilitàcome parte della diversità umana e dell’umanità stessa;


(e) la parità di opportunità;


(f) l’accessibilità;


(g) la parità tra uomini e donne;


(h) il rispetto dello sviluppo delle capacità dei minori con disabilità e il rispetto del diritto dei minori con disabilità a preservare la propria identità.


puoi trovare la pagina anche su fb

14/08/10

Massimo Ranieri - Rundinella

In sacco a pelo in mezzo al bosco


Ecco la mia intervista su Superando.it




Si chiama Stella Polare, è nata il 23 aprile del 2010 dalla migrazione di un gruppo di volontari uscenti da un’altra Associazione e si propone di organizzare gite e soggiorni per le persone con disabilità. L’idea è quella di offrire loro periodi di svago in contesti sicuri e stimolanti, permettendo allo stesso tempo alle rispettive famiglie di potersi riposare.

La presidente Valeria Torcasio, a sua volta genitore di una ragazza con disabilità intellettiva, ci presenta con entusiasmo il gruppo di giovani volontari che costituisce il cuore di Stella Polare.

«Sono circa una quindicina e, a parte qualche nuovo arrivo, la maggior parte proviene da un gruppo già affiatato e cresciuto in seno a una precedente Associazione con scopi simili ai nostri. Sono giovani dai 18 fino ai 35 anni che nella vita professionale o nel percorso formativo si occupano già di questioni sociali. Ci sono insegnanti di sostegno e infermieri, ad esempio, ed è infermiere proprio il più grande di loro, quello che, nominato capogruppo, organizza le attività e il loro svolgimento».
Parco dello Stelvio, un'immagine del campeggioDurante questo mese di agosto i volontari sono impegnati in un campeggio estivo?«Esatto. Anche se l’Associazione ha solo pochi mesi di vita, come dicevo il gruppo di volontari aveva già partecipato negli anni scorsi ad altre esperienze di soggiorno estivo di questo tipo. In realtà è andata così: questo gruppo di volontari la scorsa primavera mi ha contattato in quanto madre di una ragazza con disabilità che partecipava ai soggiorni in montagna che erano soliti organizzare, mi hanno spiegato di avere bisogno di riunirsi in una nuova Associazione e mi hanno chiesto di presiederla. Ci tenevano molto a poter offrire anche quest’estate ai ragazzi con disabilità il consueto appuntamento con la vacanza estiva e, grazie alla creazione di Stella Polare, questo è stato possibile».
Quindi volontari e disabili si conoscono già tutti?«Quasi tutti, perché il gruppo è aperto a nuovi volontari e nuovi iscritti. Quest’estate, ad esempio, si sono aggiunte alcune persone con disabilità. I volontari hanno voluto conoscerle prima per capirne il livello di autonomia perché l’offerta vacanziera si rivolge a persone che ne abbiano un minimo, altrimenti sarebbe impossibile avere cura di tutti. Inoltre, i volontari non sono medici specializzati e quindi l’assistenza che offrono non comprende il settore più prettamente sanitario».
Le persone con disabilità che partecipano possono avere una disabilità fisica oppure intellettiva? E come si integrano le due tipologie?«Ci sono giovani in carrozzina che non hanno difficoltà intellettive che si trovano bene con il gruppo e apprezzano la proposta di soggiorno montano. Che si trovino davvero bene lo si capisce dal fatto che ogni anno ritornano».
Quest’anno quante adesioni avete avuto?«Per il campo estivo in montagna che si sta svolgendo in questi primi quindici giorni di agosto, abbiamo avuto una dozzina di adesioni. Sono meno del solito, a dire il vero, ma si è trattato di una difficoltà logistica. Essendo appena nati non credevamo di riuscire a proporre il soggiorno del 2010. La Provincia non ha potuto sostenerci economicamente perché avevamo presentato la domanda oltre la scadenza. Abbiamo però ottenuto il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio e una promessa di rimborso da parte del Comune di Bolzano. Così abbiamo deciso di partire lo stesso, chiedendo un fido a una banca».
I volontari invece quanti sono?«Una quindicina. Il primo di agosto sono saliti anche alcuni volontari della Croce Rossa che hanno montato per noi i loro tendoni da campo, compresa la cucina, in modo che la struttura fosse tutta costruita in sicurezza».
Un'altra immagine della localita' in cui Stella Polare organizza il campeggio estivoSi tratta di un vero e proprio campo in natura, un’esperienza insolita per un gruppo di ragazzi con disabilità«Infatti. Di solito altre Associazioni propongono soggiorni al mare, in colonie per esempio. La nostra proposta di trascorrere quindici giorni in montagna alloggiando in strutture da campo mobili è originale e molto stimolante per i nostri ragazzi. Mia figlia, e so che non è l’unica, ogni anno prima della partenza non dorme per l’eccitazione. Bisogna pensare che si tratta di una condizione particolarissima, per niente scontata per loro. Anche dormire in un sacco a pelo può non essere semplice e infatti le prime volte non lo era. Chiudersi dentro a un sacco a pelo può provocare delle reazioni di disagio in persone con disabilità intellettiva, ma una volta superati i primi ostacoli il tutto si è trasformato in un’avventura da non perdere».
Come sono organizzate le giornate al campo?«Sono strutturate attentamente in modo che i ragazzi siano sempre impegnati e motivati. Ci sono anche delle piccole gare e dei giochi che hanno lo scopo di educarli all’ambiente, visto che si trovano all’interno del bellissimo Parco dello Stelvio, nella Val di Rabbi. Leggo la dicitura precisa che descrive il tipo di attività proposte, di cosiddetta montagnaterapia: “approccio metodologico a carattere riabilitativo e socio-educativo, finalizzato alla prevenzione secondaria, alla cura e alla riabilitazione degli individui portatori di differenti problematiche, patologie o disabilità; è progettato per svolgersi, attraverso il lavoro sulle dinamiche di gruppo, nell'ambiente culturale, naturale e artificiale della montagna”. Si svegliano ogni mattina con qualche movimento di ginnastica a tempo di musica, e poi sono coinvolti in escursioni, tornei sportivi di pallavolo e calcio, gare di orientamento, esplorazioni del bosco, serate musicali e visione di film. Sono insomma giornate piene e ricche quelle che stanno vivendo i nostri ragazzi in questi giorni, di quelle che alla fine si va a dormire stanchi e soddisfatti. E se poi piovesse, lì vicino ci sono piscine coperte e terme».
Durante i quindici giorni i genitori vanno mai a trovare i figli?«Abbiamo deciso di no. Anche se sono felicissimi di stare in montagna e si divertono, se vedessero arrivare i genitori potrebbero non capire che si tratta di una visita e pensare che sia arrivato il momento di tornare a casa. Così l’incontro, invece che un momento di festa, potrebbe trasformarsi in una situazione emotivamente difficile da gestire. E poi i ragazzi sono accampati a solo un’ora di distanza da Bolzano e se succede qualcosa in un attimo siamo lì. Inoltre, i più autonomi comunicano con i propri genitori via telefono cellulare. Per gli altri, il responsabile del soggiorno è ovviamente a disposizione a dare aggiornamenti telefonici sulla vacanza».
Avete anche altri progetti dopo questo estivo?«Stiamo già pensando alla settimana bianca in montagna durante il periodo del capodanno 2010-2011. E poi intendiamo organizzare una gita, di due giorni o anche solo di un giorno, con cadenza mensile. I dintorni di Bolzano sono molto belli, abbiamo la fortuna di poter raggiungere luoghi di natura anche solo in mezz’ora di macchina. L’unica difficoltà, in questo momento, è che siamo sprovvisti di pulmino e quindi dobbiamo noleggiarlo ogni volta. Speriamo che la situazione cambi presto». (Barbara Pianca)
Per informazioni: tel. 340 8544970, contatti@stellapolare.bz.it -->

11/08/10

Barriere culturali


Come abbattere le barriere culturali che ci fanno un popolo ancora di sudditi più che di cittadini, e quale ruolo possono giocare i disabili in questa cruciale partita?
Bene, la Rete in questo offre una grande opportunità perche Internet consente una partecipazione personale e diretta alla vita sociale, culturale, politica ed economica del paese, non in termini assoluti ovviamente, ma certamente in maniera molto più ampia e significativa rispetto a prima, e in modo particolare alle persone con disabilità.
Pur con i suoi limiti di accessibilità, usabilità, ecc. infatti, la Rete permette alle persone non solo di essere più e meglio informate, ma – nella propria più o meno estesa rete sociale – ciascuno può essere protagonista attivo nella produzione, diffusione e condivisione di notizie, idee, eventi, ecc. Non solo, i social network si stanno rivelando anche un importante strumento di mutuo-auto-aiuto per le mille questioni personali, dalla salute agli affetti, e il cittadino digitale acquisisce man mano più consapevolezza, potere e controllo su ciò che lo riguarda e una maggiore possibilità di attivarsi verso gli altri e verso le istituzioni per far valere i propri diritti.


Questo interessante articolo prosegui qui su disabili.com

scritto da Domenico Tosello

06/08/10

Libri





Tutti i libri del mondo non ti danno la felicità,

però in segreto ti rinviano a te stesso.

Lì c'è tutto ciò di cui hai bisogno,sole stelle luna.

Perché la luce che cercavi vive dentro di te.

La saggezza che hai cercato a lungo in biblioteca

ora brilla in ogni foglio,perché adesso è tua.


Hermann Hesse da La felicità, versi e pensieri